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Aiuto
Il Metodo PIPPI

Come aiutare il tuo cane a capire dove fare pipì

Il Metodo interviene il meno possibile: crea le condizioni perché sia l'istinto del tuo cane a portarlo verso PIPPI. Ti guidiamo noi, passo passo.

Un chihuahua al guinzaglio alza la zampa posteriore contro PIPPI blu, su un pavimento di piastrelle.
Tappa 1 di 6 · Il patto

Cosa ti chiediamo (e cosa ti diamo)

Ogni cane parte da una situazione diversa. PIPPI può trovare un cucciolo, un cane anziano, un cane abituato alla traversina, uno che ha sempre fatto i bisogni fuori, o un maschio che marca già diversi punti della casa. Può servire per un periodo in cui il cane non può uscire, in viaggio, quando sei tu a fare fatica a uscire, o diventare semplicemente un'abitudine di tutti i giorni.

Ci sono principi che valgono per tutti, ma nessun cane è identico a un altro.

Cosa ti chiediamoFiducia e costanza: segui i punti qui sotto e rispetta i suoi tempi.
Cosa ti diamoIl Metodo e la nostra assistenza, per tutto il tempo che ti serve: scrivici quando vuoi.

Se sei disposto a metterci un po' di pazienza, sei nel posto giusto. Se cerchi qualcosa che funzioni da solo senza che tu faccia nulla: non esiste, né da noi né altrove.

Tappa 2 di 6 · Prima di iniziare

Un gesto che il tuo cane conosce già

Con la cacca, di solito, è più semplice: il cane si accovaccia e si abitua a una zona precisa, come un tappetino. Con la pipì è diverso: soprattutto il maschio di piccola taglia la fa più volte al giorno, e non sempre un'uscita arriva al momento giusto. Per questo gli serve un punto preciso e riconoscibile dove farla.

Il cane maschio marca su superfici verticali per lasciare un messaggio "all'altezza del naso". È il suo istinto, documentato dall'American Kennel Club.

PIPPI è fatto per assecondarlo: il maschio si avvicina a un punto verticale, ci gira intorno, sceglie la posizione e alza la zampa. Il cane può imparare abitudini nuove. PIPPI nasce per rendere questo cambiamento più naturale, e può diventare un punto d'incontro tra ciò che desideriamo noi e ciò che viene naturale a lui.

All'inizio, però, è un oggetto nuovo nel suo ambiente, e un cane abitudinario può metterci qualche giorno a sentirlo familiare.

Tappa 3 di 6 · Il metodo

I nove punti del Metodo

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    Il posizionamento viene prima di tutto. Il cane non fa pipì in un punto a caso: gli odori, i passaggi e le zone della casa che frequenta contano molto. Per questo non scegliere il posto più comodo per te, ma guarda prima come il tuo cane vive gli spazi.

    • Dove dorme?
    • Dove mangia?
    • Da quale porta entra ed esce?
    • Quali punti controlla o marca già?
    • Dov'è il confine della sua zona?

    PIPPI deve inserirsi in questa logica. Un posto che per lui ha senso può rendere tutto più semplice, uno poco intuitivo può rallentare. La regola è: prima osserva il cane, poi scegli il posto.

    Un cagnolino nero annusa il tappeto chiaro accanto a PIPPI blu, davanti a un divano rosso.
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    Lasciagli spazio per girare intorno a PIPPI. Non incastrarlo fra mobili, muri o oggetti: il cane deve potersi avvicinare, annusarlo e girargli intorno. Mettilo ad almeno 30 cm dal muro, così quando alza la zampa trova l'equilibrio. La forma a cono offre diverse inclinazioni: girandogli attorno, il cane può scegliere da solo dove appoggiare o avvicinare la zampa, restando stabile.

    Non decidere tu da quale lato deve usarlo: lascia che lo scelga lui.

    Un pinscher nero con la pettorina alza la zampa posteriore contro PIPPI blu, su un pavimento di piastrelle.
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    L'odore è il suo linguaggio. Noi guardiamo soprattutto con gli occhi, il cane capisce gran parte di ciò che lo circonda col naso. Per questo un odore familiare può aiutarlo a capire a cosa serve PIPPI. Ma ogni cane reagisce a modo suo.

    Un cane che esce molto e incontra altri cani di solito è più abituato agli odori nuovi. Uno che vive soprattutto in casa può aver bisogno di più gradualità: non vuol dire che lo rifiuti, gli serve il suo tempo per conoscere una cosa nuova.

    Con un cane adulto che ha abitudini consolidate, di solito consigliamo di non aggiungere altri stimoli, come i richiami olfattivi, se non servono: ogni novità gli chiede tempo in più. L'odore è un aiuto da valutare, non un passo obbligato: se hai dubbi sul tuo caso, chiedici.

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    Il tempo del cane non è il nostro. Ci sono cani che usano PIPPI quasi subito, altri che lo osservano per qualche giorno, altri ancora che hanno bisogno di diverse settimane. Non confrontare il tuo cane con quello di qualcun altro: se ci mette di più, non vuol dire che abbia un problema. La costanza conta più della velocità.

    Uno degli errori più frequenti è la fretta: spostare PIPPI troppo presto, cambiare strategia dopo pochi giorni, pensare subito che lo rifiuti. Se all'inizio lo osserva, lo evita o ci abbaia, non forzarlo: lascia che prenda confidenza da solo. A volte siamo noi a dover rallentare.

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    E il colore? Il cane non vede il mondo come noi: alcune tonalità, come quelle del blu, per lui si distinguono meglio di altre. Ma non è il colore a portarlo a fare pipì su PIPPI: conta soprattutto il posto.

    Il blu si consiglia soprattutto col cucciolo, perché al posto giusto aggiunge un segno che vede bene. Con un adulto abitudinario, invece, di solito consigliamo un colore meno evidente: anche un oggetto nuovo e molto visibile può chiedere qualche giorno in più per diventare familiare.

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    Se ci sono più cani in casa. Con più cani si può usare il loro stesso linguaggio: a volte aiuta mettere su PIPPI una piccola traccia della pipì di uno dei cani, per incuriosire gli altri. Ma bisogna scegliere quale. Se uno è molto territoriale, il suo odore rischia di fare di PIPPI soprattutto il suo punto; l'odore di un cane più giovane o meno dominante, invece, può invogliare di più gli altri.

    Se in casa c'è anche una femmina che usa già la traversina, all'inizio puoi mettere PIPPI vicino a quella zona: diventa una soluzione per entrambi. Non esiste una formula uguale per tutte le famiglie: qui conta osservare ogni cane, e possiamo aiutarti a valutare il tuo caso.

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    E se marca già tutta la casa? È una delle domande che riceviamo più spesso. Non basta appoggiare PIPPI e aspettare che cambi comportamento da un giorno all'altro: va indirizzato. Prima gli offri un punto giusto. Quando lo usa, lo gratifichi. Se lo sorprendi mentre torna a un vecchio punto, lo interrompi e lo accompagni a quello giusto.

    È molto più semplice chiedergli "fallo qui" che soltanto "non farlo": così gli offri un'alternativa che rispetta il suo bisogno. Quando capisce che esiste un punto permesso, lui pensa: qui posso. Ed è su questo che si costruisce la nuova abitudine.

    Un Jack Russell alza la zampa posteriore contro un PIPPI chiaro, sul marciapiede accanto al gradino di un palazzo.
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    Gratificazione prima, deterrenti dopo. Quando usa PIPPI, gratificalo: la voce, un premio, una carezza o semplicemente il tuo entusiasmo possono aiutarlo ad associare quel gesto a qualcosa di bello. Solo quando ha capito qual è il punto giusto può avere senso, in alcuni casi, un prodotto deterrente sulle vecchie zone.

    Attenzione: il deterrente non insegna da solo dove fare pipì, e non va usato vicino a PIPPI, perché renderebbe poco invitante anche il posto giusto. Prima indirizzi, poi consolidi, e solo dopo, se serve, scoraggi i vecchi punti.

    Un beagle al guinzaglio alza la zampa accanto a PIPPI Blu, sul prato.
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    Le tre parole da ricordare. Se dovessimo riassumere tutto il Metodo in tre parole: Posizionamento. Odore. Pazienza.

    PIPPI è pensato per assecondare il comportamento naturale del cane maschio, ma siamo noi a dovergli dare le condizioni giuste per capirlo. Non si combatte contro il cane: si impara a parlargli con riferimenti che per lui hanno senso.

E se hai dubbi, ci siamo noi

Questi sono i principi generali, ma dietro ogni cane c'è una storia diversa. Raccontaci il tuo cane: quanti anni ha, dove fa pipì di solito, se vive con altri cani, se usa già una traversina, se marca, se esce spesso e dove hai messo PIPPI. Da qui ti aiutiamo a trovare la strada più adatta: il Metodo parte da poche regole semplici, poi si adatta al tuo cane.

L'assistenza è inclusa e ti risponde una persona. Ci trovi su WhatsApp (+39 342 369 9798) o per email (info@pippi.store).

Vedi PIPPI e scegli il colore

Tappa 4 di 6 · Parliamoci chiaro

Quanto ci vuole

Età, carattere, esperienze precedenti, abitudini e ambiente cambiano molto i tempi. Per questo non ti promettiamo una data, e nemmeno che funzioni con ogni cane: nessuno serio può farlo.

PIPPI aiuta a tenere pulita la casa, non è una cura. Se un cane adulto sporca a caso, fa pipì piccole e frequenti, fa fatica a farla o cambia di colpo le sue abitudini, il primo passo è il veterinario: potrebbe esserci una causa da escludere, non testardaggine.

Tappa 5 di 6 · I primi giorni

Quando sembra che non succeda niente

Nei primi giorni può sembrare che non succeda niente. Non è così: il tuo cane sta capendo cosa è entrato nel suo ambiente, e quel lavoro non si vede.

I progressi che contano (anche senza pipì)

  • Si avvicina al cono
  • Lo annusa
  • Ci gira intorno
  • Ci passa davanti senza paura

Se in questi giorni vedi anche solo uno di questi, vuol dire che il lavoro è cominciato: è il momento di continuare, non di mollare.

Tappa 6 di 6 · Chiaro, senza promesse

E se non lo usa comunque?

Non hai ancora provato il Metodo? Comincia da lì, e raccontaci il tuo cane: l'assistenza è inclusa.

Il cane sporca a caso o è cambiato di colpo? Il primo passo è sempre il veterinario.

Hai seguito tutto e per il tuo cane proprio non fa? C'è il reso fino a 100 giorni dal negozio, che esiste apposta per questo, oltre ai 14 giorni di recesso e ai 24 mesi di garanzia di legge.

Nessuno ti promette che il tuo cane imparerà: ti promettiamo il Metodo, l'aiuto e una via d'uscita chiara.